05 Mar 2016 Ricerche

Cinema e comunicazione

I riferimenti psicologici ormai si trovano un po’ ovunque, e il Cinema certo non fa differenza!

– Perché andiamo al Cinema?
– Che cosa cerchiamo, nel Cinema?
– Cosa ci spinge ad assistere alla visione di una vita che non è la nostra?

Le motivazioni sono molte e i fattori altrettanti, per esempio quello sociale, infatti il cinema è un luogo d’incontro, un luogo dove poter rapportarsi con gli altri. Può essere uno spunto di conversazione, uno scambio di opinioni. L’andare al cinema inoltre comporta il soddisfacimento di un desiderio: vedere una storia d’amore, un’avventura che si conclude bene, una storia che tratta degli ufo sono un modo di esorcizzare la paura e fornire la speranza che in realtà l’amore vero esiste, che un’avventura non si conclude sempre in una tragedia, che in realtà non siamo soli nell’universo o che semplicemente il bene alla fine trionfa sempre! E’ un modo per darci sicurezza e allontanare, anche se per qualche ora, i fantasmi della nostra vita.

Tra Cinema e individuo si instaura un dialogo che porta lo spettatore a “entrare” nella pellicola identificandosi nei personaggi, innescando così dei “transfert”.

Lo spettatore cerca di trovare nei film situazioni ed emozioni che poi potrà portare “sulla scena” della sua vita così da arricchire e definire la propria identità e il proprio status sociale. Sicuramente l’utilizzo di tecniche avanzate e la creazione di immagini sempre più spettacolari (vedi ad esempio la diffusione del 3D), l’aiuto dell’acustica che grazie al Dolby SRD fa sì che coloro che assistono allo spettacolo siano catapultati all’interno della storia e che vengano aiutati ad avere un maggiore coinvolgimento.

Così come le arti permettono di percepire e di venire a contatto direttamente con l’anima, il cinema raggiunge lo stesso obiettivo: narrando eventi immaginati o prendendo spunto dalle realtà. Si trova ad avere numerose sfaccettature e permette all’individuo di vivere infinite vite, ed è come avere in mano un caleidoscopio e guardare attraverso questo la realtà sempre in modo diverso e da punti di vista differenti.

E’ una “macchina dei sogni”, nel senso che ha un’influenza sul pubblico maggiore di qualsiasi arte, in quanto trasporta lo spettatore in un’altra realtà, ideale ma – al tempo stesso – reale. Lo spettatore cinematografico prova un'”impressione di realtà”, derivante dal fatto che le immagini in movimento sullo schermo “prendono corpo”, si materializzano.

La possibilità di sfruttare la forza comunicazionale del film cinematografico per la promozione di prodotti diversi (dai beni di largo consumo ai beni durevoli, fino ad arrivare al lusso) è sempre stata ampiamente sfruttata dalla cinematografia statunitense e britannica, pionieri del campo, ma ora anche in Italia è possibile sfruttare questo straordinario mezzo per le proprie pianificazioni.