13 Mag 2016 News

La magia del cinema: le evoluzioni degli effetti speciali digitali

Un caso in particolare che porta a riflettere sulle evoluzioni sul fronte degli effetti speciali e degli investimenti in tal senso delle produzioni cinematografiche è The Ghost in the Shell. Il film, della Paramount Pictures e della Dreamworks, è l’adattamento live-action dell’omonima serie manga: a far parte del cast, a fine dello scorso anno, è stata annunciata Scarlett Johansson per interpretare il ruolo del Sindaco Motoko Kusanagi. Tutto bene, se non fosse che Kusanagi è una donna asiatica mentre l’attrice in questione,  di origini danesi e polacche, e questo ha destato un gran malcontento da parte dei fan.

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Non è il primo caso di scelta di attori bianchi per ruoli di varie etnie (vedi Emma Stone per il ruolo di una donna metà cinese e metà hawaiana in Aloha e l’intero cast di Gods of Egypt per citarne solo alcuni), denominato dagli inglesi whitewashing.

Qual’ è la risposta delle produzioni? A quanto pare la post-produzione, gli effetti digitali e assolutamente speciali in grado di alterare completamente e nella maniera più naturale possibile lineamenti, volti, corpi.

benjamin-button1La società al momento leader nel settore è Lola VFX, la stessa che ha “curato” l’invecchiamento del volto di Brad Pitt ne Il curioso caso di Benjamin Button e del “rimpicciolimento” di Chris Evans in Captain America.

Il co-fondatore dell’azienda, Edson Williams, ha dichiarato: “La mia specialità sono effetti cosmetici invisibili. Se uscite dal cinema con l’impressione che il vostro attore preferito abbia una pelle perfetta e zero grasso superfluo, ho svolto bene il mio lavoro”.

I primi tentativi sui visi non furono facili, ma Williams decise di assumere un chirurgo plastico per adattare la sua tecnica. Si parte dalla dermoabrasione digitale, fino a dei veri e propri lifting digitali, che includono anche il ridimensionamento di naso e orecchie, che tendono a crescere con l’invecchiamento. A volte, i tecnici allungano semplicemente il corpo degli attori, per farli sembrare più slanciati. Una novità assoluta, o quasi, visto che le case di produzione non preferiscono svelare i propri “trucchi“, quella che è la vera e propria magia del cinema.

Non sempre per fini puramente estetici, l’uso di tali effetti a volte serve per sopperire a inconvenienti sul set, come attori che abbandonano le riprese, o eventi tragici come la morte di un attore nel bel mezzo di un film. Ed ancora giustapporre la faccia di un attore sul corpo di una controfigura in caso di scene particolarmente pericolose, per esempio, come successo con Joseph Gordon-Levitt in The Walk.

I produttori possono usare questi effetti per ridurre il numero di giorni delle riprese, senza dover aspettare che un attore diventi muscoloso, dimagrisca o che un’attrice partorisca.

Uno scenario davvero interessante e altrettanto complesso, soprattutto se si pensa alle evoluzioni e alle innovazioni a cui potrà andare incontro.

Fonte: screencrush.com e vulture.com