13 Feb 2019 News

Film del weekend: Rex – un cucciolo a palazzo, recensione del divertente film di animazione

Corgi favorito della Regina d’Inghilterra, il giovane Rex è fin troppo sicuro di sè. Quando respinge le avances della cafonissima cagnolina di Donald Trump, e il conseguente matrimonio di convenienza politica, precipita nei sensi di colpa e casca in una trappola che lo spinge fuori da Buckingham Palace. Con l’aiuto di amici incontrati in un canile, riuscirà a riprendere il suo posto di Favorito della Regina?

La nWave Pictures è sempre in grado di stupire. Non tanto, non troppo, ma stupisce in condizioni difficili. Studio di animazione belga impegnato nella confezione di film in CGI per tutta la famiglia, che sfidano sul campo Pixar e Illumination Entertainment, andrebbe incontro a paragoni severi. Il team del regista Ben Stassen, qui coadiuvato dal coregista Vincent Kesteloot, colpisce invece ancora nel segno mantenendo la concentrazione e una professionalità minima di livello, raramente riscontrata nei lavori di altri volenterosi epigoni.
Ce ne accorgemmo già ai tempi di Le avventure di Sammy e Il castello magico, trovando conferme poi in Bigfoot Junior (e un po’ meno in Robinson Crusoe, incerto in sceneggiatura). Quando si sfidano concorrenti di quella caratura, è necessario che direzione artistica, animazioni e modelli dei personaggi reggano l’atmosfera e la recitazione in modo consono, e la nWave ancora non delude, pur lavorando su budget che viaggiano su 1/5 di quelli d’Oltreoceano! Certo un occhio molto attento nota che nella periferia dell’immagine non vi è la stessa cura pixariana (meno dettagli, più semplicità, ambientazioni realistiche da non creare da zero), ma ciò che conta è che gli elementi in primo piano, veicoli di emozioni e racconto, recitano e trasmettono l’esperienza senza lasciare mai perplessi. Nel rispetto del pubblico medio è più che sufficiente.

Al di là della confezione, un film come Rex – Un cucciolo a palazzo si difende bene anche nella sceneggiatura originale, scritta da Johnny Smith e Rob Sprackling ma abbondantemente ritoccata e speziata dai registi con un gusto più… europeo. Ci si prende gioco di Donald Trump, si inanellano alcune gag con ammiccamenti sessuali (leggeri, s’intende) e scorretti (si veda la gag del cane antidroga), si ride per citazioni di Fight Club. Nei prodotti statunitensi si distinguerebbe invece con una certa severità il contenuto “per famiglie” dal contenuto “per adulti”, e in un film indirizzato ai più grandi finirebbero sicuramente gag del genere, magari anche più caricate di quanto siano qui.

Rex – Un cucciolo a palazzo è diverso, sembra un omaggio sperticato e sincero a Lilli e il vagabondoLa carica dei 101 e Oliver & Company, raccontato però con appena un pizzico di maggiore disinvoltura, che non diventa mai l’approfondimento sociale o esistenziale della migliore Pixar, ma nemmeno si limita a intrattenere i bimbi annoiando i genitori. Non è da sottovalutare infine la conclusione del tragitto emotivo di Rex, dove si rinuncia a una rivalsa sul cattivo all’altezza della sua notevole malvagità. Non ci si abbassa al suo livello. Come insegnamento non è da buttar via.

REX Un cucciolo a palazzo. Dal 14 febbraio al cinema!


Fonte: CS