13 Feb 2019 News

Un’Avventura: Michele Riondino e Laura Chiatti presentano un musical che sarebbe piaciuto anche a Battisti. Al cinema da giovedì 14 febbraio

Pubblicata il 31 gennaio del 1969 come lato A del 45 giri “Un’avventura/Non è Francesca”, “Un’avventura” è una delle canzoni d’amore più celebri della musica italiana nonché il brano dell’unica volta al festival di Sanremo di Lucio Battisti, che per le parole si affidò all’estro poetico di Mogol. Storia di due ragazzi che credono di imbarcarsi in una breve relazione per scoprire che il sentimento che li unisce è forte e duraturo, “Un’avventura” fu inclusa nel primo album del musicista, “Lucio Battisti”. Oggi torna a farsi ascoltare grazie a un film musicale a cui ha dato il titolo e che non è un biopic. Non c’è Battisti, non c’è Mogol, ma ci sono Michele Riondino e Laura Chiatti. Intervistati insieme al restante cast e al regista Marco Danieli, che ha già diretto Riondino ne La ragazza del mondo. C’è anche Mogol, che è stato consulente artistico del film.

La prima a parlare ai giornalisti è la sceneggiatrice Isabella Aguilar, che per Michele Riondino ha scritto, nel 2009, Dieci inverni: “L’idea del film è venuta ai nostri produttori. Fare un musical con le canzoni di Battisti è stata un’esperienza incredibile. Certamente a guidarmi è stato Across the Universe di Julie Taymor, ma anche il dialogo con Mogol mi ha spronato, soprattutto quando mi lasciavo assalire dai dubbi e pensavo che la nostra fosse un’impresa fantastica ma folle. Non ci sono state deviazioni lungo il percorso, tutto è stato naturale e fluido“.

Io mi sono limitato a dirigere il film” – spiega invece Marco Danieli. “Quando mi è stato proposto questo progetto bizzarro, l’ho abbracciato perché sono cresciuto con le canzoni di Battisti Mogol. Con un po’ di incoscienza ci siamo imbarcati nell’impresa, perché Lucio è parte della cultura italiana. Ovviamente ci voleva un certo pudore, ma pian piano siamo entrati nei vari brani anche grazie all’aiuto di Mogol, che ci ha svelato cose che non sapevamo“.

La collaborazione con il celeberrimo paroliere è stata dunque fondamentale per la squadra che ha lavorato a Un’avventura. L’autore di testi, che è in ottima forma, spiega di essere contento dell’esperienza ed esprime parole di lode per il musical con Michele Riondino e Laura Chiatti: “Sono rimasto piacevolmente sorpreso, perché Un’avventura è un film vivo. Tra l’opera di Danieli e la maggior parte dei film che vedo c’è la stessa differenza che passa fra la pastasciutta scotta e la pasta al dente, la prima è immangiabile, mentre l’altra è straordinaria, ed è la stessa differenza che c’è fra il marketing e la vita, qui non c’è marketing ma vita, io ho scritto sempre testi che sono ispirati al mio vissuto, nulla è frutto di fantasia. Un’avventura è un film di forte impatto perché chi si immedesima nei suoi personaggi prende le botte, perché la vita spesso ci dà le botte, ma essendo una magia, è il più bel regalo che si possa ricevere“.
A chi gli domanda cosa avrebbe pensato Battisti del film, Mogol risponde che molto probabilmente Lucio lo avrebbe amato e comunque ne sarebbe stato incuriosito, dal momento che era un uomo che si interessava a molte cose e passava la vita ad osservare e ad ascoltare.

Non potremo mai sapere se l’artista che ci ha regalato “La canzone del sole”avrebbe apprezzato Un’avventura. Quello di cui invece siamo sicuri è che il musical ha appassionato sia la Chiatti che Riondino. La prima spiega: “La proposta è stata per me fin dal principio incredibilmente attraente, ho sempre amato cantare ma non ho mai potuto esternare questa mia passione perché il musical da noi esiste solo a teatro, e io sono una cacasotto. E’ bella l’idea di un musical per il cinema, se pensi a riferimenti come La La Land e Chicago, ti senti in trappola, ma noi abbiamo fatto un grande lavoro di squadra, abbiamo letto tutti insieme il copione e ci siamo chiesti come mescolare la narrazione all’elemento musicale. Io e Michele siamo entrambi canterini, ma adattare canto e ballo ad una storia è complicato, e in più qui l’aspetto musicale non era visionario, ma c’era molto realismo, il che complicava le cose. Siamo contenti, perché ci sembra di esserci mossi con grande rispetto e poca presunzione“.

Quando ti prepari per un film” – dice invece Riondino – “non vedi l’ora di andare davanti alla macchina da presa per mettere a frutto ciò che hai creato. Qui, nella mia preparazione c’era anche la parte coreografica e cantata, quindi non avrei mai voluto smettere di fare le prove perché non mi sentivo perfettamente padrone della materia. Posso dire che, sia per l’elemento coreografico che per quello cantato, la salvezza è stata la recitazione. Cantare ‘Un’avventura’ a Sanremo è stato un dramma indescrivibile. Invece, usare il mio lavoro d’attore per interpretare le parole di Battisti è stato molto più semplice, ed è stato più facile che far finta di essere un cantante e buttarsi da un grattacielo. Il musical non è il genere che prediligo, ma Un’avventura è stata un’esperienza formativa“.

In effetti a Sanremo Riondino era visibilmente emozionato, ma cantare Battisti gli è piaciuto, e gli è piaciuto talmente tanto che gli ha rubato un brano: “Per il provino di Un’avventura ho scelto di cantare ‘Insieme a te sto bene’. Forse non lo sapete, ma faccio parte di un gruppo rockabilly e, prima dell’audizione, l’ho cantata con la mia band, facendone una versione particolarmente rock. Anche se in Un’avventura non c’è, perché l’hanno tolta ed è un peccato, mi è rimasta nel cuore, ed è ancora nella scaletta del mio gruppo“.

Laura Chiatti è mancata invece una canzone che difficilmente potrebbe diventare un pezzo scatenato: “Peccato non aver trovato nel film ‘Emozioni’, mi ricordo che quando ero piccola cantavo poche canzoni di voci maschili, tranne ‘Emozioni’, però la cantavo a casa perché mi vergognavo di condividerla con un pubblico“.

Se alle coreografie di Un’avventura ha pensato Luca Tommassini, gli arrangiamenti delle canzoni di Battisti sono di Pivio e Aldo De Scalzi. Di un lavoro niente affatto facile ma stimolante racconta il primo: “Ricordo la mia espressione allo specchio quando mi hanno chiamato sia Marco che il montatore, dicendomi: tu fai la colonna sonora ma il fulcro del film sono le canzoni di due esordienti: Mogol e Battisti. Ammetto che mi sono spaventato, ma la sfida mi è sembrata subito interessante. Con Marco Danieli abbiamo analizzato il film e parlato di ogni canzone, abbiamo cercato di mantenere intatto il senso della melodia, tentando però di trovare appigli narrativi e idee originali“.


Fonte: CS