12 Mar 2019 News

Film del weekend: Boy Erased – Vite cancellate, recensione del film drammatico con Russell Crowe, Nicole Kidman e Lucas Hedges

Gli Stati Uniti sono un universo sempre più diversificato fra le sue coste urbanizzate e il suo entroterra sempre più permeabile alle ricadute indietro di decenni, in termini di diritti, e al populismo più becero, come dimostra il successo di Trump. Per cui non deve stupire, nonostante la sensazione di parlare di almeno venti, se non trent’anni fa, se una major come la Universal, e un regista (e attore) liberal come Joel Edgerton senta la necessità urgente di raccontare una di quelle storie vere che suscita rabbia e immedesimazione con il coraggioso ‘eroe’ protagonista. “La verità non può essere cambiata”, dice la frase di lancio, e proprio il cambiamento è al centro di questa vicenda fatta di ignoranza bigotta più che cattiveria. Come potrebbe, infatti, un padre volere il male del figlio? È semplicemente inaccettabile, però, per un modesto pastore battista di una piccola realtà rurale dell’America profonda crescere un figlio omosessuale. Deve cambiare, allora, anche perché si trova alla fine dell’età del cambiamento: l’adolescenza. Di fronte alla madre incapace di imporsi, passiva spettatrice (inizialmente) delle follie del marito, la presa di coscienza durante la crescita della propria identità sessuale di Jared verrà brutalmente interrotta.

I due genitori tradiranno il coraggio del figlio, che a 19 anni avrà la maturità per aprirsi con loro, spingendolo a partecipare a un grottesco programma di terapia della conversione gestito da un ciarlatano bigotto e con metodi dilettanteschi e ridicole interpretazioni letterali della bibbia. Boy Erased scoperchia, per l’ennesima volta e in maniera convenzionale, una realtà segnata dalla paura, in cui la sessualità è vista sempre e solo come un problema a cui porre rimedio, con il proliferare di chiese e sette che crea un ambiente concorrenziale, tanto che il padre/pastore ha paura di perdere fedeli, come fossero i clienti della sua florida concessionaria di automobili. Jared nella struttura ci va, in un contesto che sembra una versione bigotta di Qualcuno volò sul nudo del cuculo e il rieducatore farneticamente è interpretato proprio dal regista (all’opera seconda) australiano Joel Edgerton. Gli incontri con i suoi colleghi pazienti, tra cui uno Xavier Dolan reduce da un anno dedicato molto alla recitazione, aiuteranno Jared a comprendersi e a rendersi conto come sia il contesto a essere innaturale, non lui.

Inizialmente convinto a seguire senza reagire le “lezioni”, finirà per trovare la forza di reazione e per imporre la verità anche ai genitori, costi quel che costi, imponendo semmai a loro il cambiamento, se vorranno continuare a frequentarlo. Anche perché, come detto, siamo dalle parti della storia vera, con tanto di scritte alla fine sulla sorte dei protagonisti, e foto delle persone che hanno ispirato la storia, scritta originariamente come confessione dal giornalista Garrard Conley, ovvero Jared.

A interpretarlo il lanciatissimo Lucas Hedges, protagonista della stagione dopo la nomination per Manchester By the Sea, che conferma la sua abilità nel rendere la capacità di reazione di un giovane ferito. Boy Erased arriva in un momento particolarmente inquietante (anche) per gli Stati Uniti, specie per la sua provincia, proponendosi più per questo, come monito sociale e sentinella per non cedere sui diritti, che per le sue qualità cinematografica. Nessuna visione originale, quindi, ma una storia efficace e il ritorno in buona forma, nei panni dei genitori, di Nicole Kidman (un anno importante, questo, per lei) e Russell Crowe.


Fonte: CS