07 Nov 2019 News

Film del weekend: Hustlers – Le ragazze di Wall Street, recensione del film tratto da una storia vera ed interpretato magnificamente da Jennifer Lopez

Recensione del film “Le ragazze di Wall Street” di comingsoon.it

Capita sempre più spesso, negli Stati Uniti, che articoli, storie, ritratti o profili pubblicati da riviste o quotidiani – caratterizzati da un tipo di giornalismo assai diverso a quello al quale siamo abituati, specie per quanto riguarda il costume – diventino dei film.
Che il pezzo pubblicato sul New York Magazine da Jessica Pressler nel 2015 si sia fatto strada fino alle porte di Hollywood non sorprende: ma in questo caso qui non contano tanto i precedenti, quanto il fatto che in quella storia, diventata la storia di Hustlers ( da noi è stato ribattezzato Le ragazze di Wall Street, con tanto di sottotitolo che recita “Business Is Business”) ci sia un distillato quintessenziale dei sensi di colpa e dei moralismi che caratterizzano la società americana contemporanea.

In Hustlers c’è tutto, ma proprio tutto, quello che sono gli Stati Uniti di oggi.
C’è la denuncia del maschilismo patriarcale (i più o meno laidi clienti dello strip club dove lavorano inizialmente le protagoniste), e quindi il #MeToo; c’è la solidarietà femminile, e la voglia di riscossa e di vendetta nei confronti dei patriarchi, e quindi il neofemminismo; c’è il racconto della crisi del 2008, della violenza del Capitale (patriarcale) di Wall Street, la forbice sociale, la nuova povertà; c’è un sesso che, trattandosi di stripper, è continuamente evocato, titillato e usato come leva di potere femminile, ma che non è mai praticato, perché la Nuova America di questi anni è dichiaratamente puritana e sessuofobica.

Date le premesse non sorprende che la storia in questione – quella di un gruppo di spogliarelliste che, dopo lo scoppio della crisi, decisero di spremere le carte di credito dei loro clienti con l’aiuto discreto di una sapiente miscela di ketamina e MDMA – venga raccontata da Lorene Scarafia con la voglia di sottolineare quasi a ogni battuta il portato simbolico delle vicende. Né che il rumore di fondo di Hustlers sia quello di un moralismo ecumenico e rassicurante, che tutto sommato non condanna né assolve nessuno, e che stempera nel patetismo amicale e familista ogni possibile scintilla sulfurea – per non parlare degli elementi potenzialmente eversivi.

Non c’è la furbizia di un Soderbergh, o la vitalità di un Adam McKay (che comunque figura tra i produttori), in questo HustlersLorene Scarafia è interessata prima di tutto alle dinamiche tra le sue protagoniste, alla sorellanza, ai contrasti, ai dolori intimi che vengono dai trascorsi familiari e a quello che una donna si può spingere a fare per i propri figli. Sorellanza e maternità, a ritmo di musiche modaiole e martellanti (ma con anche il piano di Chopin a fare da tappeto sonoro quasi costante), con fluidità assortite della macchina da presa che uniscono con morbidezza pole dancing, momenti di tristezza, shottini di superalcoolici, feste di Natale women only e qualche sniffata di cocaina.

Jennifer Lopez, esaltata negli States per la sua performance, fa il suo dovere e dà il suo meglio nei numeri di ballo, mettendo bene in mostra l’oramai proverbiale forma fisica che sfida la gravità e l’età anagrafica. Constance Wu, nel ruolo più delicato e centrale di tutto il film, risente del carisma della collega, e fa fatica a far stabilire allo spettatore empatia con la sua storia.