18 Feb 2020 News

Flavio Bucci col suo talento ha segnato un’epoca, al cinema e in televisione, dove col suo Ligabue, si è inciso nella memoria di una generazione

Tratto dalla news “Flavio Bucci, indimenticabile Ligabue e grande irregolare del nostro spettacolo” su comingsoon.it

Non potete nemmeno immaginare quanto ci dispiaccia dare la notizia della morte, a 72 anni, dell’attore Flavio Bucci, uno dei volti più significativi dello spettacolo italiano. L’attore torinese si è spento per un infarto a Fiumicino, nei cui pressi – a Passoscuro – viveva da tempo. Solo due anni fa lo avevamo rivisto alla Festa del cinema di Roma, dove era stato presentato il bellissimo documentario dell’amico e collega (anch’egli scomparso) Riccardo Zinna, Flavioh, in cui ripercorreva la carriera, la vita sregolata, l’alcol, le droghe e lo spreco del suo talento senza rimpianto alcuno, e dove lo vedevamo in famiglia, con la mamma e il fratello a Torino, e coi figli a Roma.

Flavio Bucci col suo talento ha segnato un’epoca, al cinema e in televisione, dove col suo Ligabue, la miniserie diretta da Salvatore Nocita nel 1977, si è inciso nella memoria di una generazione. Sempre in tv lo ricordiamo come Don Manfredi ne La piovra, in Quer pasticciaccio brutto de via Merulana da Gadda, dove era il commissario Ingravallo, e in molte altre interpretazioni, sempre acute, taglienti, puntuali. Al cinema – dove era arrivato nel 1971 in La classe operaia va in Paradiso di Elio Petri, come dimenticare il pugliese di L’Agnese va a morire di Giuliano Montaldo, per cui interpretò anche Corto circuito, o Daniel, il pianista cieco di Suspiria, o il ruolo iconico di Riccardo “Svitol” in Maledetti vi amerò, folgorante debutto nel 1980 di Marco Tullio Giordana?

E ancora, pensiamo a Enne 2 di Uomini e no, al Don Bastiano de Il marchese del Grillo, al Terenzio Papiano di Le due vite di Mattia Pascal di Mario Monicelli, al Riccardo di Teste rasate, al Vannino di Fratelli coltelli o al padre di Lucio in Lucignolo.

In qualunque ruolo, anche il più piccolo, Flavio Bucci portava il suo grandissimo carisma e la sua esasperata sensibilità e fa davvero male, oggi, sapere che non è più tra noi.